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Focus 12

Cloud computing: il mondo nelle nuvole

Immaginiamo di doverci spostare in auto, di poter scendere in strada e prendere la prima auto disponibile, senza che serva più averne una, magari ferma in garage: che risparmio avremmo? In termini energetici, di manutenzione, di efficienza? La metafora dell’auto ci aiuta a capire alcuni aspetti chiave del cosiddetto ‘cloud computing’, ma da sola non basta. Dobbiamo immaginare un mondo in cui i dati, le applicazioni, i software che di solito usiamo, non si trovano più nell’hard disk del nostro computer, ma sono archiviati o eseguiti ‘su nuvole’, in luoghi non ben definiti, a disposizione degli utenti della rete. “In altri termini – dice Mauro Pezzè, decano della Facoltà di scienze informatiche – il cloud computing si basa sulla possibilità di disaccoppiare, di separare risorse e servizi.” Una possibilità che permette di eseguire anche il software più aggiornato o complesso senza doversi affidare a computer sempre più potenti, ma connettendosi a fornitori di servizi, società in grado di offrire software o spazi per archiviazione su richiesta. Nella ricerca delle soluzioni migliori ai diversi problemi tecnologici sollevati dal cloud computing, l’USI sta investendo molto, partecipando a importanti progetti di ricerca internazionali.

Oggi, più che mai, la Rete rappresenta uno spazio d’innovazione dalle grandi potenzialità, e il cloud computing, nato sulla spinta di un’accresciuta capacità di networking, ne è una delle più dirette e interessanti emanazioni; ma a differenza di internet che fornisce solo i servizi di connettività, il cloud computing offre ogni tipo di servizio informatico. “La svolta - dice Mehdi Jazayeri, prof. della Facoltà di scienze informatiche dell’USI – è arrivata in questi ultimi anni grazie allo sviluppo di realtà come Amazon e Google. Da una parte, queste società si sono trovate a gestire una quantità enorme di dati, che ha richiesto una rete diffusa di centri di calcolo, pool di macchine capaci di lavorare insieme; dall’altra parte sono nate società come Google che hanno permesso a qualsiasi utente collegato in rete di usare applicazioni sulle ‘nuvole’: pensiamo al successo di applicativi come Google Calendar o Google Docs.” Un cambiamento che ha finito per toccare ciascuno di noi, ma ancora di più i grandi utenti della Rete, le aziende, come racconta il prof. Pezzè: “Siamo passati da un sistema di servizi interni, dove l’azienda o l’istituzione ha il proprio centro di calcolo, a un sistema dove la gestione dei servizi è fornita da una società esterna, che non usa più le proprie macchine, ma sfrutta la capacità di calcolo ‘sulle nuvole’ fornitagli da altri centri di servizi, con un’ottimizzazione del potenziale di calcolo, un abbattimento dei costi, dei consumi e dell’inquinamento prodotto.”

Nell’ambito delle tecnologie del cloud computing, l’attività di ricerca della Facoltà tocca molti altri aspetti che, come conclude Mauro Pezzè, posizionano l’USI fra i centri di ricerca più importanti in questo campo: “Oggi, l’informatica è la base della nostra società, l’elemento che abilita il sistema industriale, economico, ed educativo. Luoghi come i politecnici federali sono i centri di riferimento in Svizzera per la formazione e la ricerca, a questi, oggi, dobbiamo affiancare anche una realtà come l’USI, che grazie a temi così all’avanguardia e alla sua visibilità internazionale, può presentarsi come un ponte privilegiato verso il mondo del lavoro, e… verso il futuro.”

La voce dei ricercatori:

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Risparmio, innovazione, privacy e sicurezza: il mondo del cloud computing.

Mauro Pezzè“L’informatica oggi è il motore della nostra società e, l’USI, grazie alla sua attività di ricerca in alcuni degli ambiti più innovativi di questo settore, è uno dei centri di riferimento in Svizzera.”
prof. Mauro Pezzè,
Facoltà di scienze informatiche, USI

Facoltà di scienze informatiche - USI

La Facoltà di scienze informatiche dell'Università della Svizzera italiana (USI) nasce nell’ottobre del 2004. Obiettivo della Facoltà è condurre ricerche che abbiano un impatto nel campo informatico e formare studenti capaci di promuovere soluzioni creative per far fronte a problemi complessi nella società e nell’attività lavorativa. La qualità della didattica è assicurata da un corpo docente di livello internazionale, da un ottimo rapporto numerico tra studenti e professori e da un programma di studi moderno e innovativo. La Facoltà è attiva nella ricerca di sistemi informatici e software, con particolare attenzione all’ingegneria del software, ai sistemi distribuiti e alle reti di computer. L’attuale decano della Facoltà è il prof. Mauro Pezzè.

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