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Focus 13

Giovani, fra identità e molteplici appartenenze

“Oggi, quando parliamo di giovani, di appartenenze plurali, di costruzione di legami fluidi – dice Paola Solcà – i classici ambiti d’inclusione, come il lavoro, la scuola, la famiglia, sembrano messi in crisi; un ruolo sempre più importante lo sta assumendo l’ambito dei consumi: il riconoscersi ed essere riconosciuti parte di un gruppo sociale passa anche attraverso il ruolo di consumatori e i giovani sono l’emblema di questo cambiamento. L’aver scelto i giovani di seconda generazione è dovuto al fatto che incarnano già una duplice appartenenza: quella verso la comunità d’origine dei genitori e verso la comunità in cui vivono.”

A partire da queste considerazioni, le ricercatrici della SUPSI si sono chieste quali fossero i processi di costruzione delle appartenenze nei giovani di seconda generazione, tra i 18 e i 34 anni, e come questi processi fossero legati alle loro attività di consumo; in che modo cioè le pratiche di consumo, intese come momenti di tempo libero condivisi, frequentazioni di luoghi pubblici - bar o centri commerciali - permettono loro di vivere forme di socialità fra pari, o all’interno di una comunità etnica o nazionale; tutto questo rispetto ad altre pratiche e reti d’appartenenza che sono complementari all’ambito dei consumi. La ricerca ha affrontato il problema in un territorio ristretto, l’agglomerato locarnese, intervistando trenta giovani, figli di migranti provenienti da ex Jugoslavia, Turchia e Portogallo.

“Quella dei giovani di seconda generazione è una popolazione esemplare – spiega Pasqualina Cavadini – che può far riferimento ad ambiti simbolici diversi, quello di origine e quello di approdo; sono giovani che nella costruzione della loro identità devono imparare a fare i conti con questi due poli, avvicinandosi o distanziandosi da essi.” “Per questo - continua Cavadini – possiamo considerarla una popolazione rappresentativa dell’intero universo giovanile; sempre di più i giovani sono immersi in una dimensione globale: i flussi informativi, la scelta di valori, di modelli culturali e di consumo travalicano il contesto locale.”

Ente finanziatore:
  • Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica (FNS Dore)

Responsabile del progetto:

pasqualina [dot] cavadiniatsupsi [dot] ch (Pasqualina Cavadini) e paola [dot] solcaatsupsi [dot] ch (Paola Solcà)
Docenti - ricercatrici

Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS)

La voce dei ricercatori:

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Quel bricolage che permette di costruire identità e appartenenze.

“Sono giovani che hanno la capacità di assemblare riferimenti valoriali e culturali molto differenziati e definire poi, attraverso una sorta di bricolage, identità e appartenenze.”
Pasqualina Cavadini, ricercatrice DSAS - SUPSI

DSAS - SUPSI

Il Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) si caratterizza per la collaborazione tra due aree di competenze diverse e complementari: economico-aziendale e sociale. Tale sinergia offre numerosi spunti di convergenza e di complementarietà per la trattazione interdisciplinare delle trasformazioni economiche e sociali attuali. Il Dipartimento, diretto dalla Prof.ssa Wilma Minoggio, è attivo nella formazione di base, nella formazione continua e nella ricerca. Fa parte del Dipartimento anche il Centro Documentazione e Ricerca sulle Migrazioni (CDRM), nato nella primavera 2008 su mandato delle autorità cantonali e federali allo scopo di contribuire alla realizzazione del Centro di competenza per l’integrazione in Ticino (CCI), sul modello di altri centri già operanti in Svizzera e all’estero.

Contatti:
Dipartimento scienze aziendali e sociali
Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana
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