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Focus 10

Influenza addio? La speranza in un anticorpo firmato IRB

Da decenni la comunità scientifica è alla ricerca di un vaccino capace di contrastare ogni forma di virus influenzale, ma nessuno fino ad oggi aveva ottenuto un risultato come quello raggiunto all’IRB, dal gruppo del prof. Lanzavecchia, che ha isolato un anticorpo capace di neutralizzare tutti i virus influenzali di tipo A, fra i quali il virus dell’aviaria e il celebre H1N1 responsabile della terribile “Spagnola” del 1918, e della più recente influenza suina. Nomi giunti agli onori della cronaca che potrebbero in futuro restare solo un ricordo. Se la sperimentazione dell’anticorpo sull’uomo dovesse confermare i risultati ottenuti, l’obiettivo di un vaccino antinfluenzale universale non sarebbe più così lontano.

Una delle caratteristiche chiave del virus influenzale è la sua grande variabilità e adattabilità, caratteristica che limita l’efficacia del nostro sistema immunitario: per bloccare l’infezione virale gli anticorpi devono colpire una particolare proteina del virus, l’emoagglutinina, che permette al virus di legarsi alle cellule dell’organismo colpito; è questa proteina che riesce a mutare ed evolversi rendendo il virus immune alla risposta anticorpale. Ecco perché ogni anno serve un nuovo vaccino. Ma com’è possibile rompere un sistema così efficiente?

“L’idea – racconta Lanzavecchia - è stata quella di cercare un anticorpo che fosse in grado di neutralizzare tutti i virus influenzali, e trovare, grazie a tale anticorpo, quello che noi definiamo il ‘tallone d’Achille’ del virus influenzale, cioè una struttura conservata in tutti i virus”. Non sappiamo ancora se l’anticorpo isolato, denominato F16, sarà quello che porrà la parola ‘fine’ al problema dell’influenza, il cammino verso un vaccino capace d’indurre questa specifica risposta immunitaria è tutt’altro che semplice. Al momento, sono due le strade possibili: la prima è quella di usare l’anticorpo isolato come farmaco, produrlo in grandi quantità e somministrarlo a scopo preventivo o terapeutico a pazienti con gravi infezioni da virus influenzale. La seconda via è quella di utilizzare i dati raccolti sulla struttura conservata nelle migliaia di virus studiati, per progettare un nuovo vaccino che sia in grado di proteggere da tutti i virus influenzali.

Bibliografia:
A Neutralizing Antibody Selected from Plasma Cells That Binds to Group 1 and Group 2 Influenza A Hemagglutinins
Davide Corti, Jarrod Voss, Steven J. Gamblin, Giosiana Codoni, Annalisa Macagno, David Jarrossay, Sebastien G. Vachieri, Debora Pinna, Andrea Minola, Fabrizia Vanzetta, Chiara Silacci, Blanca M. Fernandez-Rodriguez, Gloria Agatic, Siro Bianchi, Isabella Giacchetto-Sasselli, Lesley Calder, Federica Sallusto, Patrick Collins, Lesley F. Haire, Nigel Temperton, Johannes P. M. Langedijk, John J. Skehel, and Antonio Lanzavecchia
Science 28 July 2011: 1205669Published online 28 July 2011 [DOI:10.1126/science.1205669]

La voce dei ricercatori:

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Dal superanticorpo al vaccino universale, una lunga strada che passa dalla Svizzera italiana

Il vaccino universale è un progetto ambizioso e richiederà ancora anni di lavoro, servono tecnologie e metodi d’indagine nuovi”
prof. Antonio Lanzavecchia, IRB, USI

Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) - USI

L'Istituto ha iniziato la sua attività nel 2000 con l'obiettivo di migliorare la comprensione dell'immunologia umana. In questi anni, sotto la direzione del prof. Antonio Lanzavecchia, ha saputo attirare un numero crescente di ricercatori, promuovendo la ricerca in ambiti che vanno dagli aspetti cellulari e funzionali della risposta immunitaria, ai meccanismi molecolari d’infiammazione e d’immunità innata e acquisita, dallo studio dei meccanismi di base della biologia cellulare alla struttura delle proteine. In pochi anni, l'IRB, che collabora anche con l'Istituto Oncologico della Svizzera italiana, è riuscito ad affermarsi come uno dei migliori centri di ricerca in immunologia a livello internazionale. Con l’intento di migliorare la sua integrazione nel mondo universitario svizzero, e favorire un processo di consolidamento delle fonti di finanziamento, dal 2010 l’Istituto è affiliato all’Università della Svizzera italiana.

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