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Focus 7

Organizzazioni... organismi che nascono, evolvono e muoiono

Dalla biologia al management, il salto non è poi così arduo. E’ difficile capire l’evoluzione di un essere vivente senza fermarsi a studiare l’ambiente in cui vive e il modo in cui interagisce con esso: di cosa si nutre, con chi compete, come si riproduce e muore. Ogni caratteristica è plasmata dalla sua interazione con l’ambiente. L’analogia con l’evoluzionismo ci aiuta a cogliere aspetti essenziali anche del complesso mondo delle organizzazioni, immaginandole come organismi che nascono, crescono e competono in un ambiente. E’ il punto di vista dell’Ecologia organizzativa, la lente teorica sotto cui si muovono gli studi del prof. Wezel, con un’attenzione particolare ai cosiddetti ‘processi di rotazione demografica’: quali fenomeni e ambienti sono più favorevoli alla nascita di nuove organizzazioni e quali cambiamenti ambientali, viceversa, ne promuovono il fallimento? “La maggior parte delle organizzazioni – sottolinea Wezel - è di piccole dimensioni, in media vive meno di dieci anni e in qualunque contesto ci muoviamo è evidente come queste entità siano in continua evoluzione, pur mostrando una notevole inerzia al cambiamento”.

Come suggerito dalla letteratura, uno dei fattori inerziali è legato alla diversità demografica del top team management, che riduce la velocità di risposta al cambiamento ambientale, danneggiando la performance dell’organizzazione. L'accresciuta mobilità manageriale, caratteristica del nostro tempo, entra così a pieno titolo sotto la lente dell’Ecologia organizzativa. L’ultimo progetto del prof. Wezel, appena concluso e finanziato dal FNS, Networks of influence: the impact of upper echelons mobility on organizational survival, si è concentrato proprio sul ruolo della mobilità dei manager nell’evoluzione delle organizzazioni, partendo dall’analisi di quasi duemila società olandesi di revisione conti in un arco temporale di circa ottanta anni. I risultati emersi da questo e altri studi sono stati raccolti in articoli usciti su prestigiose riviste internazionali, come Organisation science, e in un volume scritto da Wezel con Johannes Pennings, professore emerito alla Wharton Business School dell’Università della Pennsylvania, Human capital, inter-firm mobility and organizational evolution (2007), finalista del premio come migliore libro dell'anno all'American Academy of management 2008.

Riferimenti bibliografici:

  • Pennings J., Wezel F. (2010). Faraway, Yet So Close: Organizations in Demographic Flux. Organization Science.
  • Wezel F., Cattani G., Pennings J. (2006). Competitive implications of inter-firm mobility. Organization Science, 17(6): 691-709.
  • Pennings J., Wezel F. (2007). Human Capital, Inter-firm Mobility and Organizational Evolution. Cheltenham: Edward Elgar Publishing.

Elenco completo pubblicazioni prof. Wezel

La voce dei ricercatori:

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L'impatto della mobilità manageriale e delle aspettative sociali sulle organizzazioni Intervista a Filippo Carlo Wezel

«Rispondere alle aspettative dell’ambiente e degli stakeholder è il primo passo per il successo di un’organizzazione»

Filippo Carlo Wezelprof. Filippo Carlo Wezel,
Facoltà di scienze economiche, USI

USI – Centre for Organisational Research (CORe)

Il Centre for Organisational Research (CORe) è uno dei centri di ricerca della Facoltà di economia dell’USI, finanziato esclusivamente da enti esterni, come il Fondo Nazionale Svizzero (FNS) e la Fondazione Europea per la Scienza (ESF). Diretto dal professor Alessandro Lomi, è al centro di una ricca rete di collaborazioni internazionali, cosa che lo sta rendendo uno dei punti di riferimento europei nello studio delle teorie organizzative e della comprensione delle organizzazioni economiche.

Indirizzo:
Centre for Organisational Research - CORe
Facoltà di scienze economiche, USI
via G. Buffi 13, CH-6900 Lugano